nasce ad Empoli il 13 marzo 1946.
Vive attualmente ad Empoli e svolge la sua attività a Vinci.
Appartiene alla corrente del Neoumanesimo, ma non disdegna la ritrattistica nella quale si è cimentato per varie famose collezioni private.
In questa ottica, è da ricordare il dipinto commissionato nel 1998 dall’Opera “Madonnia del Grappa” di Firenze per il 40° Anniversario della morte di Don Giulio Facibeni, “Il Padre” (presentato nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, alla presenza dell’allora Sindaco di Firenze ed il Cardinale Piovanelli)
Forme che scaturiscono dal caos organico. all'origine del mondo. nuclei atomici propulsori di un'energia primordiale, spire metalliche che simulano anelli cosmici. atmosfere di una luminosità psichedelica: sono da sempre gli elementi della pittura di Marcello Ciampolini che ancora una volta nelle opere recenti riconferma, come già indicavo nel 1994 — "la sua fervida fantasia immaginativa ed una tenace volontà, protesa ad una verifica costante delle proprie conoscenze e dei personali strumenti operativi".
In questo caso la scena si apre su temi apocalittici, da III Millennio a Giudizio Universale/La caduta dei dannati, e coessenziali, da Spiritualità a Da Dio al protone, dal protone a Dio, indagando nel destino dell'uomo, in attesa di un varco e scegliendo una dimensione al di là del naturale che stupisce l'osservatore attento ai trapassi di luce, alla superficie levigata e semilucida del colore disteso sulla tela, che cela la sua trama al di sotto di velature ed impasti capaci di conferire all'opera effetti fumogeni, riflessi abbaglianti, in cui trapela il prorompere in squarci della "vis" interiore dell'artista.
Nelle ultime creazioni Ciampolini esprime la sua capacità fabrile nella lavorazione di sontuose cornici lignee che sembrano quasi metalliche, i cui intagli perpetuano il dinamismo del nucleo propulsore interno, dialogando con l'ambiente circostante, tanto da alimentare il senso di infinitudine di uno spazio e di un tempo incommensurabili.
For Marcello Ciampolini
Forms which come from an organic chaos, at the origins ot the world, atomic nuclei the motive forces of primordial energy, metallic spires which simulate cosmic rings, piercing flashes and atmospheres of irradiant and psychedelic light: these have always been elements of Marcello Ciampolini's painting, who once again has reconfirmed in his recent work what was apparent in 1994 - "his fervid imaginative fantasy and strong will striking out in a costant investigation
of his knowledge and of his tools".
In this case the scene opens with apocalyptic themes, from III Millennium to Universal Judgement/The fall of the damned, and themes ot consciousness, from Spirituality to From God to proton, from proton to God, investigating man's destiny, waiting for an opening and choosing a dimension beyond the natural which astonishes the observer watchful of the passages of light, of the smooth and semi-matt surface ot colour distended on the canvas, which hides its weave under coatings and blends, conferring on the work smoky effects, dazzling reflections, from which glimpses can be caught of the interior "Vis" ot the artist.
In his latest creations Ciampolini expresses his craftsman's capacity in his working of sumptuous wooden frames which seem almost metallic, the carving of which perpetuates the dynamism ot the internal motive nucleus, dialoguing with the surrounding environment so as to feed the sense of infiniteness of an immeasurable space and time.
All'interno del caos cosmico, viaggi di luce prospettano all’uomo la speranza di una possibile salvezza.
Sono parti ancestrali di materia viva che rinnova il miracolo della nascita e di tutto ciò che si coniuga in un ciclo senza tempo, che sappiamo voluto da qualcuno o da qualcosa che ha voluto concedere all’uomo la possibilità di non spezzare la catena della vita, ma che altri attraverso lui, minacciano di interrompere.
Ed ecco l’uomo domandarsi se non si è ritrovato incidente di una combinazione, troppo grande per le sue debolezze e la sua fede.
Ed ecco perpetuarsi la lotta, impari, e senza fine, fra le forze opposte dell’universo: la vita e la morte, la luce e le tenebre, l’acqua e il fuoco, il dolore e la gioia, il bene e il male.
Sono di strade di fede, ma anche di tormento e di paura.
Sono le vie del dubbio e della preghiera.
Sono le vie delle domande che accompagnano l’uomo da sempre.
Sono linee aperte, spirali senza fine, a intendere che non ci è concesso di sapere qui e ora se si congiungeranno in un ritorno.
Oppure ci proietteranno in un futuro senza volto e senza risposte.
Eppure, questo sparuto essere, questo battito insignificante, può trasformare un foglio bianco in una emozione immortale, oppure un granello in una torre alta quanto il cielo.
Questi sono i temi di cui si occupa Marcello nei suoi quadri.
Queste sono le domande che si pone e che ci pone, attraverso una tecnica pittorica suggestiva e raffinata che si annovera sulla tradizione dei grandi maestri di questa terra.
Vincenzo Mollica